6° Slalom Sette Tornanti
5 agosto 2018
Trento - Bondone
Le voci di alcuni protagonisti della 68ª Trento-Bondone
domenica 1 luglio 2018

Ecco i commenti raccolti al parco chiuso subito dopo il termine della gara.

Christian Merli (1° classificato assoluto)
«È stata una gara difficile, avevo tanta pressione addosso e non potevo fallire l’obiettivo, anche se sapevo che gli altri non sarebbero andati a spasso. Prima del passaggio a Sardagna ho perso due volte il posteriore in maniera brusca e a quel punto ho cominciato a pensare meno al tempo e più ad arrivare al traguardo, che era quello che contava. Posso dire che è la fine di una maledizione, ci sono spesso andato vicino ma non avevo mai centrato l’obiettivo, anche se va detto che nelle ultime due edizioni Faggioli aveva fatto segnare tempi bassissimi. La mia macchina è eccezionale nelle gare medio-veloci, abbiamo abbassato cinque record in questa stagione. Dobbiamo sistemare la pecca che abbiamo sui tornati, dove soffriamo. E qui alla Trento-Bondone ce ne sono parecchi. Mi sono tolto un peso e preso una bella soddisfazione. Non potevo fallire. Sono contento di aver riportato la gara di casa in Trentino dopo 48 anni dal successo di Zadra. Lo vedo tutti gli anni e mi ha sempre incoraggiato. Averlo trovato all’arrivo è stato davvero bello».

Antonio Zadra (vincitore dell’edizione 1970)
«È stata una liberazione anche per me. Era passato troppo tempo dalla mia vittoria, ormai più di un’epoca. Della Trento-Bondone del 1970 ricordo soprattutto la folla, una marea di gente. Ai miei tempi c’era più battaglia, ricordo che i primi dieci erano racchiusi in pochi secondi. Ad ogni modo andare forte è sempre difficile, in ogni epoca. Cambiano le macchine ma bisogna pur sempre portarle al traguardo e cercare di sfruttare al massimo il loro potenziale. Dopo il ‘70, rischiai altre due volte di vincere: una volta si fermò la macchina, un’altra sbagliai io, quando avevo 15 secondi di vantaggio a metà gara. Sono contento per Merli e di essermi goduto lo spettacolo. La voglia di guidare ci sarebbe ancora».

Michele Fattorini (2° classificato assoluto)
«Mi sembra di vivere un sogno. Il mio obiettivo era quello di ripetere il 9’42” di due anni fa, in quella che fu la mia prima partecipazione. Sabato sono riuscito a prendere parte solamente a una delle due prove, quindi ho dovuto affrontare una difficoltà in più, perché in una gara come questa l’esperienza conta tantissimo e io già non avevo molta. Quando ho letto sul tabellone 9’32” non volevo crederci. Voglio ringraziare mio padre, Adolfo Bottura e Romano Fortunato, i principali artefici di questa bella prestazione. La dedica va a loro. Il tempo si può ancora abbassare, anche perché è solo la seconda volta che partecipo. Questa è una gara magica e se potrò non mancherò mai».

Diego Degasperi (3° classificato assoluto)
«Nella notte della vigilia avevo sognato il secondo posto, ma i sogni lasciano il tempo che trovano. Sono sceso sotto il muro dei 9’40” e lo ha fatto anche Fattorini. Si è meritato il secondo posto, così come io mi sono meritato il terzo. La strada era un po’ scivolosa. Ho montato delle coperture nuove, ma la gomma è andata in crisi subito, probabilmente per il fatto che anche nella notte c’è stato caldo, che è stato quindi trattenuto dall’asfalto. In condizioni ottimali penso che avrei potuto fare di meglio, anche perché sabato pomeriggio ho fermato il cronometro sui 9’49” con delle gomme vecchie, quelle del record di Simone Faggioli dello scorso anno. Ho portato la macchina al traguardo e sono salito sul podio per il secondo anno consecutivo. Va benissimo così».

Federico Liber (4° classificato assoluto)
«Non mi aspettavo di fare un tempo così basso, anche perché nel finale ho avuto qualche problema di elettronica e al motore. Sono incredulo e contento. Gomme e macchina perfette, giornate così non capitano spesso. Fino all’ultimo intermedio al Norge sono andato fortissimo. Il tempo comunque è ottimo. È stata la mia diciassettesima Trento-Bondone, la gara più difficile, completa e bella. La chiamano università delle salite, ma qui per andare forte bisogna essere piloti completi. Per questo sono doppiamente contento del mio risultato».

Achille Lombardi (5° classificato assoluto e 1° classificato categoria E2SC)
«Dopo la seconda prova di sabato ero fiducioso. Mi sono fatto prendere un po’ dalla foga e ho surriscaldato un po’ le gomme nella parte iniziale di gara. Ho pagato un po’ dazio nel finale. Si poteva fare qualcosa meglio, ma ho comunque abbassato il record della mia categoria e sono contento così. Con uno stimolo in più per la prossima edizione».

Lucio Peruggini (1° classificato categoria GT)
«Con il team abbiamo fatto un lavoro pazzesco. Abbiamo costruito delle gomme appositamente per la Trento-Bondone. Abbiamo tenuto ritmi insostenibili per oltre 17 chilometri. Mi sono giocato una decina di jolly. Sono felicissimo. Questa è la salita più bella d’Europa, con un’organizzazione da dieci e lode e un pubblico sempre meraviglioso. È stato bello duellare con gli amici Cristoforetti e Ghezzi. In mattinata abbiamo guardato assieme a Marco il mio camera-car. Abbiamo giocato a carte scoperte da veri gentlemen, l’amicizia al primo posto e poi la competizione. Tempo difficile da abbassare? Con le vetture progrediamo, quindi spero di riuscire in futuro a fare ancora meglio».

Marco Cristoforetti (3° classificato categoria GT)
«La macchina era perfetta, messa a punto dall’amico Giuseppe Ghezzi. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, tra l’altro abbiamo chiuso a 11 centesimi l’uno dall’altro. Battere Peruggini non era possibile, perché è un campione, ha una grande macchina ed è un grande driver. Il mio obiettivo era quello di provare a scendere sotto il muro dei 9’40”: è venuto un 9’37” che è un bellissimo tempo, grazie anche alle condizioni meteo favorevoli. La Trento-Bondone si è confermata ancora una volta una gara fantastica ed è sempre bello ritrovarsi a gareggiare e a confrontarsi con tanti amici».

Rudy Bicciato (1° classificato gruppo A)
«Speravo in un buon riscontro cronometrico e se sono riuscito a guidare bene è grazie alla tranquillità che mi viene trasmessa dalla mia famiglia, da mia moglie e dai miei figli. La macchina ha risposto molto bene e non ho avuto i problemi ai freni riscontrati negli ultimi anni da metà in poi. Sto correndo ogni anno con qualche cavallo in meno per essere più sicuro. La performance è stata ottima, anche perché non avevo gomme nuove. Era da qualche anno che non riuscivo a vincere nel mio gruppo. Di Trento-Bondone ne ho fatte tantissime ed è sempre bello. Conosco bene il percorso, ma anche quest’anno qualche ricognizione l’ho fatta, perché penso sia sempre importante».

Tiziano Nones (2° classificato gruppo A)
«La differenza tra me e Bicciato penso l’abbiano fatta le gomme. Pensavo sinceramente di riuscire a stare sui 10’52”, 10’53”, ma purtroppo il tempo è stato di qualche secondo più alto. Abbiamo abbassato un po’ la gomma, ma quando la macchina in curva non è stabile bisogna alzare il piede. Il secondo posto di gruppo è comunque un bel risultato».

Gabriella Pedroni (1ª classifica categoria +3000)
«Finalmente la vittoria è arrivata, la prima per me. Ce l’ho messa tutta e al 18° tentativo ce l’ho fatta. Era importante fare un bel risultato anche per rafforzare la leadership nel campionato italiano. Un successo stupendo, con un grandissimo tempo. La concorrenza non è mancata. Mi spiace per Migliuolo che ha avuto in inconveniente. Quando ho visto il riscontro cronometrico ero felicissima. Voglio ringraziare mio padre che mi ha sempre incoraggiata a crederci, poi Rudy Bicciato, Adriano Capraro, il mio fidanzato Stefano. Lo ringrazio perché sono degli uomini che credono in una donna. Il peso su macchine come la mia è importante: mio padre tra l’altro mi ha regalato dei cerchi ultraleggeri per la Trento-Bondone e lo ringrazio doppiamente. Vincere qui era importante per la classifica dell’Italiano, ma non potrò mollare fino alla fine perché c’è grande bagarre e gli avversari sono molto forti».

Dario Barucchelli (1° classificato categoria RS)
«Passare dalla Ferrari alla Mini è stata una bella scommessa. Alla fine vinta, divertendosi. Tornare al cambio manuale, in una categoria in cui le macchine sono comunque molto competitive. Arrivare al traguardo e vincere non può che lasciarmi soddisfatto. È stata una Trento-Bondone più impegnativa, ma sicuramente bella e divertente. Non meno dello scorso anno».

Adolfo Bottura (1° classificato vetture storiche)
«È il secondo anno che mi cimento con le vetture storiche, ma dodici mesi fa fui messo fuori gioco da un guasto meccanico nelle prove. Disponevo di una macchina rivista e avevo grande voglia di rifarmi, una sfida con me stesso in primis. Grazie al lavoro del team, la macchina era perfetta e mi mi sono divertito molto a guidarla. Il weekend è andato bene fin dalle prove di sabato e ne è uscito anche un tempo discreto. È un’esperienza diversa, un tipo di guida differente rispetto a gareggiare con un’auto moderna e mi sono divertito. Penso che farò altre gare con questa vettura, anche se aver vinto la Trento-Bondone significa aver centrato l’obiettivo che vale un’intera stagione».

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