Scuderia Trentina
Trento - Bondone

Regal, di nome e di fatto, è lui il re del Bondone

Sulla «Trento – Bondone» sventola la bandiera francese. Lionel Regal è il nuovo re della cronoscalata più lunga e più prestigiosa d’Italia e lo è non solo perché ha vinto l’edizione numero 57 (alla quale hanno assistito quasi 13.000 persone), ma anche perché è riuscito nell’impresa di stabilire il nuovo record assoluto, che non si muoveva dal 2000, quando Pasquale Irlando fermò il cronometro a 9'46"23. Il pilota di Lione è salito ad una velocità impressionante, lasciandosi alle spalle tutti, anche l’altoatesino Franz Tschager che ieri in prova lo aveva preceduto di un soffio. Splendida prova, quella del bolzanino, ma non sufficiente per avvicinarsi allo stratosferico 9'40"16 di Lionel, che alla fine ha pianto dalla gioia. Lui, che ha fondato la propria scuderia per ricordare il padre (morto in un incidente su una Formula 3000 molti anni fa); lui, che lo scorso anno arrivò terzo senza conoscere il tracciato e senza aver preparato la sua velocissima Reynard 01l. Quella di oggi è una giornata storica per la Trento – Bondone, non solo perché è stato abbattuto un prima che resisteva da sette anni, ma anche perché ha visto imporsi per la prima volta un’auto a ruote scoperte. Sul podio, con Regal e Tschager, ci è finito anche l’immarcescibile Pasquale Irlando, che non è riuscito a scendere sotto i 10’ per un solo secondo, ma ha comunque disputato un’ottima gara con un mezzo inferiore ai bolidi di cui si sono serviti i primi due.
Quarto si è invece piazzato Fausto Bormolini su Reynard, con un tempo che lo scorso anno gli sarebbe valso addirittura il secondo posto. Questo solo per dare un’idea della velocità tenuta dai battistrada. Prima dei due big del Civm, Faggioli e Merli, si è inserito Rosario Iaquinta (Lola Zytek), da quest’anno passato alle monoposto. In quanto al campione italiano, nonché vincitore dello scorso anno, ha faticato a trovare il giusto assetto e non è mai stato in corsa per il successo finale, così come il trentino Cristian Merli, che forse sente un po’ troppo il peso della responsabilità quando si cimenta sui tornanti di casa.
Belle prove anche per Nino Ghidini, diciannovesimo con la piccola Ghipard. Giusto due posizioni in più di Gabriella Pedroni, che ha domato i cavalli della sua Lola B 99/50, terminando 21ª. La sua migliore Trento – Bondone, non c’è dubbio. Sempre in tema di trentini vanno segnalati il 12° posto di Thomas Pichler (Osella Pa 21/s) e il 15° di Matteo Moratelli (Breda Bmw).

Il gruppo E1 ha visto ancora una volta primeggiare quel mostro di Georg Plasa, che è riuscito ad abbattere il muro dei 10’20” e a mettere a segno un tempo da prototipo (10’19”22). Benché ancora costretto a muoversi con le stampelle a causa di un incidente in mountain bike, il tedesco ha spinto la propria Bmw 320 V8 motorizzata Judd fino alla velocità di punta di 208 chilometri, divertendo come pochi il pubblico. Ottimo secondo posto per Roberto Di Giuseppe (Alfa Romeo 155 Gta), che ha vinto la classe E1 oltre 3000 Italia con un 10’54”, più di quattro secondi in meno rispetto a Marco Iacoangeli (Bmw 320i), impostosi comunque nella classe fino a 3000. Scendendo di cilindrata (E1 fino a 2000), il roveretano Giorgio Leonardi (Audi A4) è stato profeta in patria ed ha superato di 27 secondi l’altro trentino Lucio Ferrari, anch’egli alla guida di una Audi A4.

Giornata da ricordare per Piergiorgio Bedini (Bmw M3) nel gruppo SP 2000, visto che ha superato di otto secondi Stefano Lovato (stessa auto).
Prova stupenda, nel gruppo A, del roveretano Giorgio De Tisi, che con la propria Peugeot 206 wrc è riuscito nell’impresa di battere sua maestà Rudi Bicciato (Mitsubishi Lance Evo): un solo secondo e sei decimi hanno separato i due velocissimi piloti nel derby regionale, che ha visto piazzarsi al terzo posto Armin Hafner (Bmw M3). Nel gruppo fino a 2000 ha fatto il bello e il cattivo tempo il trentino Tiziano Nones (Renault Clio Maxi), che ha rifilato la bellezza di 50 secondi a Mario Viggiani (Opel Astra Gsi). Nel drappello dei veicoli fino a 1600 è stata lotta serrata fra le due Clio del padrone di casa Fabrizio Ferrari e quella di Andrea Biasiotto, vinta dal primo con meno di due secondi di vantaggio. Nella classe fino a 1400 si è imposto il “solito” Diego De Gasperi su Volkswagen Polo: il trentino ha chiuso con un tempo 8 secondi più basso rispetto a quello di Isidoro Alastra (Peugeot 106).

Il gruppo N ha visto imporsi il Lino Vardanega (Bmw M3), che ha dovuto sudare sette camicie per tenere dietro il fenomenale Romy Dell’Antona (Honda Civic R), in gara con un macchina decisamente meno potente e vincitore della classe fino a 2000 davanti a Ivano Cenedese e Andrea De Biasi (già trionfatore assoluto della Trento – Bondone nel 2002), anch’essi alla guida della Civic. I due sono stati separati dalla miseria di 3 centesimi. Nella classe fino a 1600 è salito sul gradino più alto del podio Giovanni Regis (Peugeot 106), nella classe fino a 1400 Fabrizio Vettorel (Peugeot 106).

Nella sfida riservata alle auto storiche, che hanno interessato gli spettatori più per l’eleganza dei mezzi che per i tempi fissati sulle classifiche finali, il più veloce è stato Uberto Bonucci su Osella Pa 9, che probabilmente presto vedremo su un’auto moderna. Il primo gruppo è statao appannaggio di Roberto Filippi (Lancia Fulvia Sport), il secondo di Roberto Zavarini (su una magnifica Porsche 911 Rs), ed il terzo di Romano De Gan (su Gi-Pi Sport).

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