Cinelli re del Bondone per la seconda volta
E? Franco Cinelli il re del Bondone edizione 2004. Il pilota di Montecatini è riuscito a divorare i 17,3 chilometri della salita che porta da Montevideo a Vason in 10?06?19 davanti ad un pubblico foltissimo, che si è stipato ai bordi della strada fin dalle prime ore della mattina. Cinelli ha bissato il successo del 2001 vincendo l?annunciato braccio di ferro con Pasquale Irlando, secondo con il tempo di 10?09?41, e migliorando la prestazione con cui lo stesso pilota pugliese aveva strappato il successo nel 2003 (10?06?58). Sul terzo gradino del podio Simone Faggioli, che ha fermato il cronometro sul 10?17?82, e che si mantiene così saldamente al comando della classifica del campionato, sulla quale il successo di Cinelli non incide minimamente, visto che corre con un CN4. Prestazione maiuscola per il trentino Christian Merli al suo primo anno con le sport, il quale al volante della Lucchini Bmw del team Franz Tschager Motorsport si è classificato quinto assoluto e primo dei piloti trentini. Non solo ma ha conquistato il primo gradino del podio in classe CN/3.
E? stata una battaglia che ha vissuto di molti strappi quella fra i prototipi, visto che molti piloti non sono riusciti ad arrivare in cima, vuoi per la durezza del percorso (il più lungo del calendario) vuoi per le ulteriori difficoltà poste dalle macchie di olio lasciate dai concorrenti vittime di rotture o di piccoli incidenti. E? il caso dell?attesissima driver di casa Gabriella Pedroni, vittima di una rottura
Sorpresa nel gruppo E1, che ha visto un vincitore inatteso, Roberto Di Giuseppe. Il driver abruzzese, al volante della propria Alfa Romeo 155 Gta, ha colto il primo successo della carriera in questa categoria grazie ad una prestazione eccezionale (11?07?70), che gli ha permesso di tenere dietro gente del calibro dell?ottimo Stefano Lovato (11?11?84), su Alfa Romeo 155 V6, e di Marco Gramenzi (11?12?88), su Chrysler Viper. In questa categoria il pubblico ha dovuto rinunciare allo spettacolo che avrebbero potuto offrire il tedesco Georg Plasa (con la sua mostruosa Bmw 320 V8 Judd), il rallysta Andrea Navarra (Lancia Delta Proto) e Fulvio Giuliani (Lancia Delta Evoluzione), tutti vittime di rotture o di toccate. Nelle classi successi, oltre allo stesso straordinario Lovato (E1 3000), di un altro trentino, Giorgio Leonardi su Audi A4 Super Turismo (E1 2000) e di Egidio Pisano su Spies Golf 1.6 (E1 1600).
Nel gruppo A grande prova di Rudi Bicciato su Mitsubishi Lancer Evo, che ha strapazzato i rivali più pericolosi (tutti altoatesini come lui) grazie ad un grande 11?24?91, fra questi Armin Brunner (Ford Escort Cosworth) piazzatosi secondo. Terzo di classe un altro trentino, Tiziano Nones, che ha conquistato la leadership nella classe fino a 2000 cc grazie a un 12?01?84 fissato al voltante della sua Renault Clio Williams.
Nel gruppo N quella di oggi è stata la giornata di Renzo Ingrassia (Bmw M3), che ha bloccato il cronometro a 11?47?35, solo un secondo e 85 centesimi più di Eugenio Molinaro (Ford Escort Cosworth). Da ricordare la splendida prova di Ivano Cenedese (Renault Clio Rs) nella classe 2000, veloce oltre ogni aspettativa con 12?13?09, un gran tempo per questo tipo di mezzi.
Se ci addentriamo nel campo delle VSO incontriamo subito il nome di Carlo Tozzi (Peugeot 205 Turbo Evo2), che nonostante la cilindrata inferiore della propria auto è riuscito a prevalere su Antonio Maniero (Ford Sierra Cosworth) per 2?37?. Fra le auto storiche successo inevitabile per Uberto Bonucci, che con la sua Osella Pa3 non ha mai avuto rivali né in gara né in prova (11?22?87); dietro a lui Alberto Billa su Porsche Carrera 911 (12?20?04) e Guido Caffi su Lotus Mercuri (12?46?27.
Nonostante i problemi creati dall?alto numero di ritirati (non per niente questa gara viene chiamata l??università della salita?), la Scuderia Trentina archivia con soddisfazione anche questa edizione della gara. Quasi diecimila persone si sono accalcate ai bordi di quella che per due giorni è diventata una vera e propria pista e ogni difficoltà è stata superata con prontezza dall?enorme staff operativo, composto da quasi 800 uomini. Gli osservatori internazionali hanno seguito da vicino tutta la manifestazione e se la Fia terrà conto delle loro indicazioni non è detto che il prossimo anno la gara possa entrare nel campionato europeo.