Scuderia Trentina
Trento - Bondone

Le interviste: Regal doppiamente soddisfatto

Ecco le interviste realizzate al termine della 58ª edizione della Trento - Bondone:

LIONEL REGAL (Reynard 01L) primo assoluto: «Tre partecipazioni e due vittorie alla Trento-Bondone. Non posso che essere soddisfatto sia per il tempo ottenuto anche se non ho migliorato il mio record, sia per i 20 punti conquistati per il campionato europeo. Qualche secondo l'ho perso perché ho trovato fermi in strada sia Zardo sia Faggioli, che mi hanno fatto perdere il ritmo e la concentrazione. Una vittoria che vale doppio, considerando i rivali che mi trovavo di fronte, piloti come Merli, Baldi e Zardo che sono davvero forti».

CHRISTIAN MERLI (Lola Zytek B99/50) secondo assoluto e primo nel Civm: «Una grande Trento-Bondone, finalmente sfatata per me. Questo risultato ci voleva anche in chiave campionato, perché da tre gare i risultati non arrivavano per problemi tecnici, che finalmente siamo riusciti a risolvere. Poi arrivare a soli 7 secondi da un professionista come Regal è un altro motivo di grande soddisfazione. Però anche tanta fatica, non credevo di soffrire così tanto e proprio per questo voglio fare i complimenti a Gabriella Pedroni. Non so come faccia a portare al traguardo una Formula 3000”. Questa vittoria ti rilancia in campionato? “Con i punti del Bondone allungo in classifica su Zardo ed ho sempre uno scarto da poter sfruttare. Non sarà facile vincere il campionato, però ci proverò sino alla fine”. Qualche dedica? “All'amico Stefano. Mi chiama tutti i giorni ed è colui che mi ha permesso di correre con questo team. E poi a tutti gli sponsor».

DAVID BALDI (Lola B02/50) terzo assoluto: «Un podio è sempre un risultato di rilievo alla Trento-Bondone, una gara così lunga. A livello di prestazione cronometrica forse si poteva fare meglio, ma l'incidente nella seconda sessione di prove di ieri ha compromesso l'esito di tutto il week-end. Ieri sera ci siamo trovati senza i pezzi di ricambio, allora mio padre si è messo in macchina e grazie alla disponibilità di un pilota di Milano siamo riusciti a recuperare i pezzi necessari per rimettere in sesto la Lola. I meccanici hanno lavorato dalle 4 del mattino sino a pochi istanti prima del via. Quindi alla fine è andata anche meglio del previsto. Arrivare terzo nella gara considerata l'università delle cronoscalate penso che mi garantisca una mezza laurea. Poi dall'agitazione stamattina mi sono dimenticato pure di allacciarmi il casco perdendo un po' di concentrazione».

GABRIELLA PEDRONI (Lola B99/50): «Sono molto contenta, anche se il mio tempo sarebbe stato più basso se non avessi trovata ferma davanti a me l'Osella di Salvatore Vitale proprio davanti ad un tornante. Ho dovuto decelerare perdendo un po' di secondi. Unico rammarico il fatto che volevo conquistare un tempo inferiore agli 11 minuti, ma non ci sono riuscita. Mi ha fatto molto piacere ricevere a fine gara i complimenti di un campione come Merli. Sono stanchissima».

FRANCO CINELLI (Lola T99/50 V8) quarto assoluto: «Da un anno e mezzo con la mia Lola c'è un odio e amore. Penso che con la Bondone di quest'anno abbiamo trovato il bandolo della matassa e da qui in avanti arriveranno anche i risultati. Il mio obiettivo era scendere sotto i 10 minuti e purtroppo non ce l'ho fatta per quattro secondi. Peccato, e con un po' di autocritica, probabilmente ho commesso anche qualche errorino. Comunque arrivare in cima alla Trento-Bondone, la gara più bella del mondo, è sempre una vittoria».

PASQUALE IRLANDO (Osella Pa27 Honda): «Vincere la Bondone era impossibile, ma centrare l'assoluto fra le sport era il risultato che mi ero prefissato. Purtroppo non è andata come pensavo anche perché la vettura di oggi era all'esordio assoluto e c'è ancora molto da lavorare. Abbiamo tribolato e ci sarà ancora da tribolare. Spero di portarla alla vittoria il più presto possibile».

THOMAS PICHLER (Osella PA 21s Honda): «Ho avuto qualche problema con i freni da località Norge in poi ed ho trovato anche una vettura ferma che mi ha ostacolato. Confrontandomi con gli avversari mi rendo conto che l'impianto frenante è uno dei punti deboli dei prototipi. Alla fine, considerando che non prendo parte al campionato, il risultato della Bondone è comunque più che positivo».

OMAR MAGLIONA (Osella Pa 21s Honda): «Sono al settimo cielo. Un grandissimo risultato. Nelle ultime prove a Verzegnis e ad Ascoli avevo sofferto una messa a punto non ottimale. Oggi invece la vettura non mi ha tradito ed io sono riuscito ad interpretare la gara con la giusta determinazione. Quando ho tagliato il traguardo ed ho visto impresso il tempo di 10'13” ho scaricato tutta la tensione battendo i pugni sul volante. Fantastico anche perché sono riuscito a precedere un campione come Pasquale Irlando. Voglio dedicare la vittoria alla mia ragazza, che è rimasta a Sassari e che fra pochi mesi mi regalerà una splendida femminuccia».

GIANNI PEDERGNANA (Renault Clio S 1600): «Alla terza partecipazione alla Bondone vincere il gruppo A 1600 all'esordio con la Clio è un risultato fantastico. E' andato tutto bene, ho guidato senza sbavature e sono felicissimo. Un grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto».

DIEGO DEGASPERI (Suzuki Ignis): «Purtroppo non è andata come volevo. Nella prima manche di prova ho testato la macchina in vista del Rally di San Martino e nella seconda abbiamo regolato l'assetto da salita ottenendo il record per la Suzuki. In gara è andato tutto bene sino a Candriai, quando è iniziata a salire la temperatura dell'acqua, probabilmente per la fuoriuscita di un manicotto. Peccato, perché guardando gli intertempi sino a metà percorso me la stavo giocando con Pedergnana. Poi la macchina non aveva più lo spunto necessario».

STEFANO LOVATO (Alfa Romeo 155 V6Ti): «Che spavento. Qualche concorrente che mi ha preceduto aveva perso dell'olio e mi sono trovato in testa coda senza accorgermi andando a sbattere nel guard rail. Mi sono incastrato con il codolino. Sono ripartito, però ho perso tanti secondi. Fino a quel punto sentivo che potevo fare un buon risultato, però non è andata così. Le gare in salita includono anche questi inconvenienti. Alla fine il risultato comunque non è da buttare».

TIZIANO NONES (Peugeot 206 WRC): «Ottime le prove, non altrettanto la gara. Ho commesso l'errore di usare le stesse gomme utilizzate nella seconda sessione di prova e purtroppo a Vaneze hanno iniziato a perdere in aderenza, tant'è che due curve dopo ho fatto un dritto nel rail. Si è spenta la macchina, sono ripartito, ma ormai avevo lasciato troppi secondi sull'asfalto. Peccato, perché difficilmente sarei riuscito a battere Bicciato, ma sarebbe arrivato comunque un importante tempo. Alla fine comunque mi sono divertito».

RUDI BICCIATO (Mitsubishi Lancer Evo VI): «Un'altra vittoria alla Trento-Bondone e un'altra grande giornata. Sono felice perché nonostante i rivali si fossero attrezzati con mezzi performanti sono riuscito ad avere ancora la meglio nei loro confronti. Un successo che mi consola per la delusione dello scorso anno. Ho guidato molto bene, i meccanici mi hanno messo a disposizione una vettura praticamente perfetta. Mai una staccata lunga e nessun errore tranne una cambiata venuta male».

GIORGIO LEONARDI (Audi A4 ST): «Tredicesima vittoria alla Bondone e quarantunesima consecutiva. Dire che meglio di così non poteva andare, anche perché ho abbassato ulteriormente il mio personale. Una vittoria che voglio dedicare all'amico Marco Sandri, che non c'è più».

MAURIZIO PIONER (Mitsubishi Evo VIII): «Una soddisfazione incredibile essere riuscito a vincere sia la categoria sia il gruppo N. A dire il vero dopo i tempi delle prove un po' ci speravo. La mia vittoria vale doppio se considero che sono riuscito a lasciarmi alle spalle due mostri sacri come il campione europeo Miroslav Jakes e il campione italiano Lino Vardanega. Rispetto alle prove ho cercato di interpretare diversamente la seconda parte del tracciato nel quale sono stato più deciso. Ed è stata la giusta strategia».

MAURO NESTI (Osella Pa 9/90 Bmw) vincitore storiche: «Ogni giorno vedevo la mia vettura in garage e mi faceva pena. Così, dopo 6 anni, ho deciso di ritornare al volante per due o tre gare l'anno. Diciamo che ho deciso di far fare una sgroppata alla mia Osella e poi pure io avevo voglia di togliermi un po' di ruggine da addosso. Aver vinto le storiche è comunque un buon risultato ed anche uno stimolo per ripresentarmi anche l'anno prossimo con l'obiettivo di avvicinarmi al tempo che avevo realizzato nel 1990. Devo togliere altri 40 secondi rispetto al tempo che ho staccato quest'anno. Ci proverò, anche perché ho tanta voglia di mettermi in discussione».

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