Scuderia Trentina
Trento - Bondone

Il presidente Dalmeri elogia tutto lo staff

Fiorenzo Dalmeri
Fiorenzo Dalmeri

Il giorno dopo la 58ª Trento – Bondone è chiaramente tempo di bilanci. Un’edizione che ha evidenziato ancora una volta le capacità organizzative della Scuderia Trentina, che si è distinta soprattutto nel campo della sicurezza dei piloti, aspetto che sta particolarmente a cuore al presidente del sodalizio Fiorenzo Dalmeri: “È stata una grande edizione. E ciò che mi gratifica maggiormente è il fatto che il piano sicurezza sul percorso di gara, realizzato assieme alla Provincia e al Comune, abbia centrato gli obiettivi prefissati, ma anche l’aspetto ordine pubblico,stato curato in prima persona dal prefetto Michele Mazza, ha portato un risultato decisamente positivo”.
Incidenti di rilievo non ce ne sono stati?«Ancora una volta la Trento-Bondone ha dimostrato che, nonostante il percorso più lungo rispetto alle altre cronoscalate, è la più sicura per i piloti. Qualche ritiro, rottura di motore, toccata di guard rail si è verificata come è normale che accada in una competizione così combattuta e impegnativa, ma niente di grave”.
Copioso il pubblico presente lungo i tornanti del Bondone. Siete riusciti a quantificarne il numero?
«È sempre difficile fornire una cifra anche perché il territorio è troppo vasto e non si riesce ad avere un controllo complessivo sugli accessi. Dire 9000 spettatori forse è poco, più probabile 10.000. L’aspetto più interessante, anche in chiave turistica, è che c’era gente di tutte le età e da tutte le parti d’Italia, perfino dalla Sicilia e dalla Sardegna, oltre agli stranieri presenti grazie alla validità europea della manifestazione».
A motori spenti cosa ha funzionato meglio nella macchina organizzativa quest’anno?
«Direi – prosegue Dalmeri – la stessa macchina organizzativa. Ho fatto proprio una riflessione sabato sera al termine delle prove cronometrate riguardo lo staff della Scuderia Trentina. Nel fine settimana sono impegnate attivamente più di 600 persone, la maggior parte volontari, e tutti sanno alla lettera cosa devono fare, a partire dai commissari di percorso. Penso che poche organizzazioni hanno la fortuna di poter contare su gente così capace e professionale”.
Cosa invece non ha funzionato?
«Ogni dirigente vorrebbe che tutto girasse alla perfezione, ma ci sono sempre piccoli inconvenienti fisiologici, anche perché non solo i piloti sono in lotta contro il cronometro ma anche la macchina organizzativa. Però nulla di rilevante. Fa parte del gioco e probabilmente è bello anche per questo. Così ogni anno si cerca di migliorare ancora».
Non è mancato anche qualche episodio spiacevole nelle serate pre gara.
«Purtroppo in mezzo a tanta gente c’è sempre chi sta fuori dal coro. Però ritengo che sono state fatte troppe polemiche, che alla fine si sono rivelate sterili. Invece le forze dell’ordine hanno preso decisioni importanti e ritengo giuste».

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