Ad una settimana dal via macchina organizzativa a regime
Ad una settimana dal più importante evento motoristico trentino piloti e appassionati si preparano per vivere una domenica di emozioni forti. La Trento – Bondone, che ha raggiunto le 60 edizioni, è anche quest’anno il banco di prova più importante del Campionato italiano di velocità in montagna e di quello europeo. L’appuntamento lungo i tornanti che portano da Montevideo a Vason è per sabato 3 e domenica 4 luglio, le giornate in cui si disputeranno le prove e la gara.
Si può già prevedere che saranno in molti ad organizzarsi per raggiungere con largo anticipo il tracciato della competizione, a fine di posizionarsi nei luoghi migliori per seguire da vicino il passaggio di bolidi. Un entusiasmo popolare che rende la misura dell’importanza di questa manifestazione, la quale attraversa il tempo, passando indenne attraverso le generazioni di piloti, di automobili e di appassionati. Sessanta edizioni, basta scorrere l’albo d’oro per rendersene conto, sono davvero tante e per questo la Scuderia Trentina cercherà di rendere ancora più memorabile questo appuntamento.
Un numero importante, che ne afferma in maniera sempre più autorevole, il prestigio in campo nazionale ed internazionale. I suoi 17,3 chilometri di accelerazioni e staccate, che mettono a durissima prova mezzi e piloti, rappresentano una calamita irresistibile per i driver impegnati nel Civm e nel campionato europeo della montagna. Chi vince qui può anche mancare il successo finale (italiano o europeo), ma chiude comunque la stagione con il sorriso. Gli altri tracciati misurano al massimo sei chilometri, la Trento - Bondone il triplo. È questo il principale motivo per il quale l'appuntamento trentino non si può disertare, anche solo per sfilare lungo i tornanti come fanno le auto storiche.
Dietro a quei 17,3 chilometri, percorsi per tre volte (fra prove del sabato e gara della domenica) da quasi trecento bolidi, ci sono mesi di organizzazione, che coinvolgono decine di persone. Sono migliaia i particolari che bisogna curare affinché la macchina organizzativa funzioni senza intoppi e spaziano dalle misure di sicurezza alla promozione, dal reclutamento dei volontari alla burocrazia.
Una sola volta, in questo lungo lasso di tempo, è toccato ad un pilota trentino vincere questa competizione ed è accaduto a Antonio Zadra nel 1970. Ma di questo gli appassionati locali non si dolgono più di tanto, in quanto ciò che conta davvero è vedere i migliori piloti italiani della specialità sfrecciare sulle strade di casa nostra. Lo scorso anno, in verità, ci andò vicinissimo Christian Merli, fermato a pochi tornanti dal traguardo da una banale rottura del cambio. Vinse, contro pronostico, David Baldi, che però alla fine, guarda a caso, si impose anche nel campionato italiano. L'ennesima conferma che qui vincono solo quelli bravi, soprattutto da quando l'Aci Sport, qualche anno fa, ha ammesso a queste competizioni i boldi a ruote scoperte, il cui ritorno ha stimolato i preparatori di prototipi a migliorare le proprie prestazioni. Così, da qualche tempo, l'assalto al record è diventato una routine, che aumenta lo spettacolo. Il tutto, non bisogna mai dimenticarlo, in condizioni di grande sicurezza. Una priorità per la scuderia trentina che negli ultimi anni ha investito molto su questo fronte.