Nesti e Biasioli, professori in cattedra
La Trento-Bondone automobilistica, la regina delle cronoscalate in Italia, ha un suo re indiscusso che risponde al nome di Mauro Nesti, colui che in assoluto ha vinto più edizioni - nove - ma ha pure un suo uomo simbolo, un suo recordman in fatto di partecipazioni: Roberto Biasioli.
Il toscano di Bardalone è il pilota al mondo che ha ottenuto il maggior numero di vittorie nella sua carriera, oltre 400, fra le quali nove titoli europei, 17 campionati italiani, ma soprattutto 9 successi nella Trento-Bondone, la gara che più sta a cuore a Mauro Nesti. «Ci sono due gare - ci racconta il campione toscano - che per me rappresentano una sorta di tesi di laurea per i piloti delle cronoscalate. Si tratta della salita di Montseny (in Spagna), che ormai non esiste più da dieci anni, e della Trento-Bondone. La gara trentina è una di quelle sfide dove per ottenere un buon risultato bisogna essere in perfette condizioni fisiche. È una gara completa sotto tutti i punti di vista, perché il suo percorso di 17,3 km contiene pezzi abbastanza veloci dove si raggiungono i 200 chilometri orari e più, quindi dei tratti misti-veloci e altri misto-lenti come i 19 tornanti subito dopo Sardagna. Un bel banco di prova anche per mettere a punto la macchina, fra le curve veloci e quelle lente è sempre stato difficile fare le regolazioni».
Biasioli invece è trentino Doc, e più precisamente di Sopramonte, l?abitato che giace a poche centinaia di metri dal palcoscenico più prestigioso per le gare in salita. Da piccolo non sfuggiva al crepitio delle prime Trento-Bondone. Sui tornanti dell?Alpe di Trento si gustava dalla prima all?ultima salita dei campioni di un tempo, Mario Tomasi, Paolo Colombo, Mariano Lubich, Edgard Barth, tanto per ricordarne alcuni. Ed aveva un sogno nel cassetto, emularli. Un sogno che è diventato realtà, ma pure un grande amore che si è rafforzato negli anni. Una fatale attrazione. Ora, a 58 anni, Roberto Biasioli può raccontare a tutti, con grande orgoglio, di essere il pilota che in assoluto ha preso parte a più edizioni della Trento-Bondone: ben 26, e se non ci fosse stata l?interruzione di sette anni per motivi organizzativi, il suo record sarebbe addirittura più sostanzioso. Sono invece 154 le vittorie e i 48 i record di categoria ottenuti complessivamente nella sua carriera. IIl prossimo 17 luglio, giorno della 55ª edizione della Trento-Bondone, Biasioli però non sarà al via. «Gli anni cominciano a farsi sentire - ci racconta il baffuto pilota - e il mal di schiena dopo l?incidente di due anni fa alla Pedavena mi sta dando dei grossi fastidi. Ho provato a gareggiare lo scorso anno, ma ho patito le pene dell?inferno. Mi piange il cuore, ma la gara organizzata dalla Scuderia Trentina è tutt?altro che una passeggiata, bisogna essere a posto fisicamente».
Ma cos?ha di speciale la Trento-Bondone?«Ha tutto. Un percorso estremamente completo, tecnico e divertente: 17,3 km di lunghezza, un dislivello di 1.300 metri e una pendenza media del 7,5 %. Il massimo. Pochi minuti prima del via l?adrenalina cresce a dismisura, ma appena viene dato lo start da Montevideo dall?apnea si passa al godimento puro. Non ci si può rilassare una frazione di secondo. Il primo tratto è di un tecnico spaventoso. Curve, controcurve, tornanti che richiedono traiettorie e massima concentrazione. Poi si arriva a Vaneze, dove riesco a calare la tensione, ma solo per poco, perché c?è il tratto conclusivo dove si raggiungono i 200 all?ora e ancora gli ultimi tornanti e, finalmente la bandiera a scacchi a Vason».
Sono invece discordanti i due piloti sul tratto di percorso che più li appassiona?«Ogni metro e ogni curva ha qualcosa di speciale. La Trento-Bondone è bella nel suo insieme», è il commento di Biasioli, mentre Nesti predilige in particolar modo il primo tratto: «Senza dubbio dalla partenza a Vaneze, dove emerge il vero pilota e dove bisogna inventare sempre qualcosa per fare il tempone. Nel tratto conclusivo invece subentra la questione psico-fisica, dove bisogna sapersi gestire e credetemi non è facile».
Tolto il casco e spento il motore cosa rimane nella mente di un pilota?«Molti - continua Biasioli - hanno bisogno di alcuni minuti per riprendersi dalla trance agonistica e dallo stress da gara, per me invece è un momento di grande emozione e appagamento. Mi dà una carica interiore eccezionale».
Tante partecipazioni e ci sarà anche un episodio curioso?«Nel 1979 - interviene Nesti - mi ricordo che appena arrivato nel parco chiuso venni circondato dalla Polizia che mi fece allontanare dalla mia macchina, perché erano stati avvertiti che al suo interno era stato collocato un ordigno esplosivo. Per fortuna fu una bufala».
I ricordi indelebili legati alla cronoscalata trentina?
«Con i prototipi - precisa Biasioli -. Nel 1989 acquistai una Lucchini PA2 vecchia di vent?anni, con motore Bmw, 4 cilindri, 16 valvole, da 2300 cc con oltre 300 cavalli. Croce e delizia. Nessuno era capace di farla stare in strada. Io da buon meccanico ho perso delle notti, ma sono riuscito a domarla. Anzi è stata la vettura che mi ha dato più soddisfazioni. Ero imbattibile». Nesti nel cuore ha invece l?ultima sua vittoria: «Senza dubbio la prima vittoria del 1973, ma anche la mia ultima affermazione nella Bondone europea del 1981, dove venne a vedermi il mio grande amico e leggendario campione dello sci Zeno Colò. In quell?edizione giunse a Trento una squadra di francesi davvero forte e organizzata. Gli ultimi quattro a partire (i tre francesi e il sottoscritto) migliorarono tutti il record della gara uno dopo l?altro, ed io vinsi».
Chi è il pilota più forte che ha visto alla Trento-Bondone. E un nome per il futuro?«Il migliore è senza ombra di dubbio Mauro Nesti, un grande. - commenta Biasoli - . Un pilota che ha vinto 9 titoli europei e 20 campionati italiani è per forza di cose il numero 1. Sul futuro vedo bene due giovani trentini: Christian Merli e Matteo Moratelli».
Fino al 1981 la cronoscalata trentina aveva validità europea, un?assegnazione che potrebbe ritornare. Quali i suoi ricordi?«Qui si entra nell?aspetto politico - sentenzia Nesti -. Purtroppo attualmente non sono il percorso o l?organizzazione il parametro più importante nella scelta del calendario internazionale, bensì altri fattori che preferisco non citare. Le gare più belle in salita sono per forza di cose sulle Alpi, e la migliore in assoluto è la Trento-Bondone. Non sicuramente in Portogallo. Ne ho fatte tante di discussioni con ispettori della Fia riguardo alla gara trentina, ribadendo che forse la persona più indicata per dare dei giudizi sarebbe proprio il sottoscritto che le cronoscalate in Europa le ha vinte tutte. Sono però convinto che prima o poi la Trento-Bondone tornerà continentale. Purtroppo la sospensione datata 1981 ha avuto le sue conseguenze».