Ad Ascoli Piceno il settimo round
La bandiera a scacchi che sancirà il termine della Coppa Paolino Teodori, la cronoscalata Colle San Marco - Colle San Giacomo settima tappa del Campionato Italiano Velocità Montagna in programma questo fine settimana ad Ascoli Piceno, darà il via al count down.
Nonostante le vacanze estive non siano ancora cominciate c'è chi già inizia a far di conto, anche se le classifiche lasciano ancora aree aperte a possibili ribaltoni. Denny Zardo e Rosario Iaquinta sono ai ferri corti, agonisticamente parlando. Dopo Trento il trevigiano è ripassato a condurre tra i Prototipi con la Osella della Villorba, ma è sottile il margine sul calabrese che lo ha nel mirino con la sport della Dalmazia. Prosegue lo scontro ad alti livelli tra i due, innalzando il tasso tecnologico con le soluzioni proposte dai produttori di gomme, Avon e Marangoni, sotto i riflettori. Dietro a loro fanno corsa a se stante un inimitabile Pasquale Irlando, aprendo un nuovo filone con la "piccola" CN 1 di casa Osella, ed il ventenne Luigi Bruccoleri chiamato a fare quel salto di qualità che è lì a venire ma si fa attendere.
Marco Gramenzi invece tira il gruppo delle Gran Turismo sin dalla prima gara, ad Erice e Fasano vinse a mani basse con la americana Chrysler Viper, poi gli è venuto meno l'ossigeno. La fuga al vertice è stata rintuzzata da un caparbio Piero Nappi che, ostinatamente, ha portato sui tornanti nazionali di una Ferrari 550 Maranello più adatta ai primati in circuito facendo filotto con le ultime quattro gare, iniziando ad appassionarsi anche per l'eventuale titolo che potrebbe strappare dalle mani di Gramenzi. Complice del partenopeo è la Pirelli, a differenza degli altri "gommisti", producendo gomme più tenere e adatte all'utilizzo specifico. Della cosa in parte ne sta traendo anche un piccolo vantaggio Leo Isolani, sempre in predicato di sbancare il salotto buono con la sua "piccolina" Ferrari 360 Modena, giocandosi le posizioni rimanenti della graduatoria assoluta al pari dei suoi compagni di squadra Stefano Pierdomenico e Franco Putelli, capaci ad inizio anno di proporsi quali unici antagonisti indiretti a Gramenzi.
Solitamente è il periodo dedicato alle ferie quello deputato per tirare le somme e stilare i primi bilanci. Quest'anno si inizia prima. La regola non vale per tutte le categorie. Se le corse ai titoli dei Prototipi e del Gran Turismo sono del tutto aperte lasciando spazio a qualche sprazzo di lotta, per le rimanenti E 1 Italia, Gruppo A e N la Coppa Teodori potrebbe confermare risultanti incontrovertibili.
L'eventuale sesta affermazione stagione vedrebbe Roberto Di Giuseppe sempre più vicino al titolo nel caleidoscopico gruppo dedicato alle supercars di un tempo. Ci proveranno ancora una volta Marco Jacoangeli e la sua BMW, Fulvio Giuliani con la Lancia Delta Proto ad avvicinare le prestazioni che il teramano è in grado di sviluppare al volante della Alfa 155 Gta, ed un minimo spiraglio è riuscito ad
aprirselo anche il cosentino Eugenio Molinaro con una gemella Alfa Romeo che sta iniziando a "salire" con il suo stesso passo, ma pare che siano proprio le flebili speranze di una annata che volge al desio, stranamente però prima ancora dall'essere
terminata.
La matematica sorride anche a Rudi Bicciato, gommista altoatesino che ha dominato tutte le prove delle vetture turismo preparate sin oggi disputate, da Erice a Trento, con una Mitsubishi Lancer giunta al culmine della sua competitività valorizzando un titolo che già fece suo lo scorso anno. La lotta invece c'è ed è rovente e entusiasmante per un posto al sole alle spalle di Bicciato. Si è riproposto per il secondo anno consecutivo l'artigiano cosentino Roberto Spadafora, vicecampione 2004 con la stessa, ma rivista, Peugeot 106 contrastato da un altrettanto arrembante Andrea Picchi. Il perugino al volante di una uguale "peugeottina" ha risposto prontamente ad ogni super prestazione che Spadafora è riuscito a tirare fuori dal cilindro. Non si sa come andrà a finire, certo i due saranno soddisfatti del gran duello inscenato per il secondo posto di gruppo che vale una stagione.
"Zio Lino" Vardanega si sente tranquillo. Da buon "vecio" qual è il capitano di lungo corso trevigiano ha analizzato l'annata e quale che ne sia l'esito è soddisfatto come poche altre volte. Perché con la sua BMW M3 sa di aver guidato forte in tante occasioni, d'aver pennellato alcune curve dei percorsi di gara in modo da strappare applausi in tutta l'Italia. Sente il titolo del Gruppo N vicino, non ancora in tasca, ma già lo fiuta. Ha sudato e suderà ancora per vincerlo, la muta di giovani alle sue calcagna non gli permette alcun passo falso. Ad impensierirlo ancora sono le prestazioni che il campione 2003 Roland Florian può sfoderare, come ha dimostrato ancora nell'ultimo Bondone. All'allampanato di Mendola è però venuto meno l'affidabilità della sua BMW M3, con la complicità di qualche toccata di troppo, e probabilmente l'esito tricolore non sarebbe così scontato come sembra. Anche gli Zanardini e Ragazzi ci hanno però messo molto di loro per tenersi lontano dal vertice di gruppo, mentre l'ottimo Luca Tosini è il silenzioso ragazzo bresciano dal piede pesante che con la piccola Honda Type R sta confermandosi ad alti livelli. Questo insomma quanto avviene nelle classi inferiori rispetto alle "stelle di prima grandezza" delle salite.