Trento Bondone, 2-3 luglio 2022
Trento - Bondone

Le interviste realizzate dopo la gara

Aveva il viso provato Roberto Biasioli al traguardo. Per lui l?edizione numero 53 potrebbe davvero essere l?ultima del suo lungo palmares. «Dopo l?incidente dello scorso anno ho la schiena a pezzi. Da Sardagna in su è stata un?agonia. Con molta probabilità, al 99 virgola nove percento, la mia carriera termina qui, proprio con la gara che ha sancito il mio battesimo agonistico».
Il vincitore Pasquale Irlando dedica la sua perentoria vittoria ad Ennio Bisinelli: «Sono andato a trovarlo ed ho chiesto il suo aiuto. Ho vinto e lo devo a lui. Sesta vittoria in Bondone, ma questa vale moltissimo. Ci tenevamo molto a dominare con la duemila. Osella ha lavorato magnificamente».
Erasmo Bologna, il vincitore della Levico - Vetriolo di quest?anno, ha toccato prima dei sette tornanti. «Nonostante tutto il pneumatico non si è neppure sgonfiato. Oggi è andata così, comunque è sempre bello correre sul Bondone ed oggi c?era un pubblico fantastico e numerosissimo. E? l?unica gara in Italia che riesce a richiamare così tanti tifosi».
Il favorito numero uno, invece, ha visto infrangere i sogni di successo causa un testacoda: «Non mancavamo molte curve all?arrivo e stavo guidando bene, purtroppo in uscita di curva mi è partita e così sono andati in fumo anche secondi preziosi». E? piuttosto deluso Andrea De Biasi, il dominatore delle prove di sabato. Probabilmente a causa di un treno di gomme non performante, ha perso la gara. «Tutto era assurdamente scivoloso. Una macchina totalmente diversa da quella che ho pilotato ieri, Dieci volte peggio. Per raggiungere questo risultato abbiamo messo molto del nostro».
Marco Gramenzi ha gareggiato nel "Challange Salita" con l?Alfa Romeo 155 V6, conquistando il settimo posto assoluto. «Ottimo. E?già un successo tagliare il traguardo in questa gara. L?università delle cronoscalate. E? un previlegio arrivare a Vason. E il pubblico? Incredibile».
Marco Cristoforetti è stato battuto da Merli. «E? il più forte. Niente da fare. Tutto è andato bene. Nelle prove sono andato più forte, mentre oggi, forse per le gomme, è andata peggio».
Devid Oldrati, rallysta, è alla sua prima cronoscalata ed ha scelto la più difficile. E? a soli 5" da Cristoforetti. «Niente male. Ho esagerato in un paio di curve e sono andato dritto. Mi sono divertito ed ammetto che non pensavo assolutamente d?avvicinarmi così ai piloti di casa».
Christian Merli è al settimo cielo. Osserva la sua ClioMaxi ed ha un sorriso incredibile. «Mai divertito così. Davvero». La felicità di Alfonso Dalsass e Luigino Bonamin è contagiosa. Entrambi hanno gareggiato con le Alfa 33. «Benissimo, siamo davvero contenti. Tutto è andato alla perfezione».
Franco Stefenelli, campione tricolore nel ?71 classe 1600 con la Bmw gruppo 2, è piuttosto stanco. «Ovvio, siamo partiti e poi a metà gara è stata esposta la bandiera rossa per una vettura che ha capottato. Quindi rientro a Montevideo e ripartenza. E? faticoso».
Gabriella Pedroni è seria. Apre il cofano della sua Escort. «Probabilmente s?è rotto il turbo. Mi spiace, proprio nella gara di casa. Non è il mio anno». Pio Nicolini partecipa al trofeo Rally Subaru Cup. «Ma non potevo mancare alla gara di casa. L?assetto non l?abbiamo toccato e abbiamo provato a fare spettacolo».
Tra le tante storie curiose, anche quella dell?insegnante della scuola media di Avio, Marcello Giovannini: «I miei alunni non sanno nulla della mia passione, altrimenti non si farebbe mai lezione. Per me è comunque una grande soddisfazione essere arrivato al traguardo. Per la mia preparazione e per il mezzo a disposizione non potrei chiedere di più».
Difficile capire chi ha fatto più fatica tra Luca Piffer e la sua Honda Civic: «E? l?unica macchina presente col cambio lungo e pesa non poco. Comunque sono riuscito a migliorare, seppure di un centesimo il tempo stabilito nelle prove. Non posso che essere soddisfatto».
Primo striscione d?arrivo alla Trento-Bondone invece per Fiorindo Stefani di Tezze di Grigno: «Sono sei anni che corro facendo una o due gare l?anno. La Bondone l?ho tentata un?altra volta senza però riuscire a concluderla. Finalmente il traguardo».
Umberto De Florian, invece viene da San Candido e, strano a dirsi, privilegia l?organizzazione italiana: «Partecipo soprattutto alle gare in salita austriache, ma devo dire che come la Bondone non ce ne sono. Perfetta nell?organizzazione e nel percorso. In Austria sono molto più rigidi nei regolamenti. Ti costringono a metterti immediatamente la cintura anche in fase di discesa, ma la partecipazione non è così numerosa».
Paolo Gilli le emozioni della Trento-Bondone le ha dimenticate: «Con quella di quest?anno sono tredici le mie partecipazioni alla gara trentina. Sono comunque secondo anche se con la vecchia Alfa 33 mi divertivo nettamente di più».
Giornata nera per Tiziano Nones: «Sabato ho rotto la pompa dell?olio e in gara la macchina singhiozzava tra i 6000 e i 6500 giri. Un problema di motore, dopo il guasto alla Caprino Spiazzi dove avevo piegato tutte le valvole. La macchina è stata messa a posto, ma si vede non ancora abbastanza. Peccato».
Il fiorentino Roberto Benelli, questa volta in gara con l?anglosassone Chevron B19 da 1700 cc, datata 1970: ancora primo: «Vincere in Bondone - ci racconta il 65enne di Prato - ha un sapore particolare, che nessun altra competizione ti può trasmettere. Non ho potuto partecipare con l?Osella Pa9 che avevo a Levico per il cambio delle normative, ma la vittoria è giunta lo stesso. E? decisamente faticoso portare a termine una gara così veloce e tecnica con dei mezzi non più giovanissimi».
La regina del gruppo però è l?amante del toscano Alfonso Di Francesco. Risponde al nome di Abarth 2000 4 Fari, è un gioiellino ammaliante, al quale lo sguardo di ogni appassionato non può resistere. Alfonso al traguardo è addirittura commovente. Appena giunto nel parco chiuso, scende e la bacia sul vetro. «Per me è un amore fantastico, il coronamento di un sogno. Sono un emigrante di Foggia, figlio di un camionista, che, arrivato a Prato, sono riuscito con tanti sacrifici a crearmi un?azienda. Appena il conto corrente me lo ha consentito mi sono dedicato al collezionismo di auto d?epoca, tra cui questo esemplare unico, che è stato guidato anche da un "certo" Lualdi Gabardi».
Sergio Moratelli con la sua Lancia Fulvia Hf ha dato pure spettacolo: «A pochi chilometri dal traguardo mi sono girato di 360 gradi, per fortuna senza sbattere. Ho perso secondi preziosi, ecco giustificati gli 8 secondi in più rispetto alle prove». Suo figlio Matteo, invece, non ha avuto neppure la gioia di tagliare il traguardo. Giornata storta anche per Enzo Facchinelli, pure lui del San Martino auto storiche. Il cambio della sua Lancia Fulvia Zagato ha fatto le bizze più di una volta e i secondi sono andati in fumo».
Non è mancato neppure quest?anno l?aspetto aristocratico grazie al conte Alessandro Federico con la sua Fiat Balilla Coppa Oro ed all?altoatesino Georg Prugger con la sua Lea Francis Hyper.

E? euforico il presidente del Comitato organizzatore Fiorenzo Dalmeri: «E? tutto andato alla perfezione, grande pubblico, partecipazione numerosa, giornata splendida e nessun incidente».
Cosa ha funzionato di più? «Direi lo staff della Scuderia Trentina. E? un gruppo di persone animate da grande entusiasmo che lavora con grande dedizione e i risultati si vedono».
Aspetti negativi? «Non me ne vengono in mente. Chiaro che qualche incomprensione o qualcosa sfugge sempre all?attenzione, ma nulla di grave».
Ed ora una Trento-Bondone europea? «Vorrei lasciare da presidente avendo però riportato in Bondone il campionato europeo. Ci proveremo. In autunno, al momento di stilare i calendari, torneremo alla carica in Federazione. Penso che una gara e un?organizzazione come la nostra si meriti il palcoscenico continentale».

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