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5 agosto 2018
CIVM
Faggioli velocissimo nelle prove della Monte Erice
sabato 14 maggio 2011

Era in gran forma nella prima manche di prova Franco Cinelli, nella seconda quando molti dei protagonisti delle prove ufficiali della 54. Monte Erice miglioravano le loro prestazioni, il pistoiese metteva gomme troppo morbide e non riusciva a ripetersi con la Lola T99/50 della Jonia Corse. Era quindi lesto Simone Faggioli a mettersi in evidenza assoluta, trovando il miglior assetto alla sua Osella FA30 migliorata nel comportamento. “Non si riesce a tenere giù a fondo, il tracciato è comunque bellissimo ma il fondo offre poco grip come tradizione, ma è molto meglio degli altri anni. Siamo noi piloti che dobbiamo adattarci alle sue caratteristiche.” Aveva ragione il fuoriclasse toscano della Osella Best Lap che come al solito era quello che si preparava al meglio per la gara di domani. Le due manche o gare che si svolgeranno sui 5700 metri del tracciato saranno corse a partire dalle ore 9 e offriranno grande spettacolo al tanto pubblico che sin da oggi ha seguito le evoluzioni dei 161 partenti.
I concorrenti oggi effettuavano le “prove generali” sul tecnico tracciato ericino. Prove che confermavano la preparazione di Faggioli, ma anche l’estrema velocità espressa dal pugliese Francesco Leogrande. Il pilota della Gloria C8P Fasano Corse si confermava quale ottimo interprete delle salite, facendo grande la “piccola” monoposto torinese di classe 1600.
Nella prima giornata ericina a motori accesi, soleggiata e con alta temperatura esterna, il manto asfaltato metteva in mostra tutte le sue innate caratteristiche di scivolosità e a farne le spese maggiormente era Christian Merli che toccava con la Picchio P4 nel corso della seconda salita, alla postazione 7, senza riuscire a completare le prove. Promettente era anche la prestazione di Vincenzo Conticelli nel turno di prova mattutino, ma nella successiva rallentava vistosamente per le conseguenze di una toccata al cerchio della gomma sinistra nella parte finale del tracciato
Salvatore Anelli si presentava alle prove cambiando vettura e classe rispetto all’iscrizione effettuata, partendo con la Osella FA 30 che Faggioli Team gli metteva a disposizione in sostituzione della PA 21 passata a Ettore Bassi. Il pilota e attore dapprima aveva effettuato una salita di perlustrazione, poi ha preso confidenza e migliorava nella seconda.

Al termine delle prove, il commento dei piloti era però comune a tutti: “speriamo che si gommi e abbia maggiore grip per la gara”.
Cinelli, Faggioli, Scaramozzino, Bruccoleri e Merli avevano già le indicazioni sulle correzioni d’assetto da apportare alle loro vetture, chiaro che il campione toscano della Osella pareva essere già molto a posto con le regolazioni. “Ci vuole pazienza, ma sono contento perché la strada è veramente a posto anche se scivola. Ho soprattutto problemi di inserimento e non ho la solita trazione, ma sono già soddisfatto” affermava il fuoriclasse mentre con un balzo si sfila dal cockpit della FA30.
Cinelli prende più tempo a scendere dalla sua monoposto, non è soddisfatto della sua prestazione effettuata con gomme troppo morbide.
Bruccoleri prende conoscenza del suo nuovo prototipo Osella PA 27, al volante del quale si trovava a suo agio.
Ma tutti si attendevano la zampata di Carmelo Scaramozzino. Il calabrese con la Lola della Jonia controllava le gomme, nel rituale rilevamento delle temperature e delle pressioni e pareva contento in entrambe gli impegni di primo contatto con il tracciato di gara.
Samuele Cassibba era atteso nella lotta per l’affermazione tra le monoposto della classe 2 litri, ma lamentava problemi con la frizione; Francesca Aiuto era contrariata non riuscendo a manovrare il cambio della monoposto Gloria.
Andrea Raiti aveva grossi problemi di motore e ipotizzava il ritiro. Francesco Conticelli usava gomme troppo dure.
Tra i protagonisti delle vetture Turismo e Gran Turismo Di Giuseppe terminava la prima prova con la pinza del freno anteriore sinistro bloccata ma si migliorava nella successiva. Chiavaroli cercava nuovi riferimenti alla guida della Ferrari, Giuliani faceva prove d’assetto con la Lancia Delta ulteriormente evoluta nell’aerodinamica. Totò Riolo si presentava con una BMWE M3 E46 in configurazione 24 H Special ex Dueller Motorsport, ma aveva problemi con un mozzo di una ruota e un assetto poi migliorato nella seconda salita.
Sambuco aveva difficoltà ad esprimersi al meglio con la Renault Clio E1, con problemi alla frizione e con l’alternatore.
Anche se la giornata era del tutto in preparazione, senza alcuna valenza di classifica, dava indicazioni vicine alla realtà per ogni pilota. Molti facevano pretattica ma già si delineavano le forze in campo. Francesco Abate confermava l’estrema maneggevolezza della Lotus 2 Eleven, segnalandosi quale principale antagonista di un Chiavaroli alla ricerca della miglior prestazione per il Gruppo GT. Era lotta serrata per il primato nella E1 Italia con il toscano Fabrizio Pandolfi che prenotava l’affermazione, viaggiando forte con la Alfa 155 V6 Ti Puntese Corse, ma Fulvio Giuliani pareva in grado di poter sfruttare al meglio l’evoluta aerodinamica della sua Lancia Delta Evo, mentre Roberto di Giuseppe attendeva sornione le gare di domani.
Rudi Bicciato non lasciava spazio alcuno in Gruppo A della Mendola, faceva prove di gomme con la sua Mitsubishi Lancer, a sorpresa invece Giovanni del Prete, Mitsubishi Lancer Rubicone Corse, guidava il gruppo N nello stellare duello con al trevigiano compagno di squadra Lino Vardanega.

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