67ยช Trento - Bondone
2 luglio 2017


Novant'anni di storia

L'edizione inaugurale della «Trento - Bondone» venne disputata il 5 luglio 1925 ma si trattò, come ci riferisce la cronaca locale, di una "gita cronometrata per automobili e motociclette". Vi parteciparono infatti 16 moto, 2 biciclette a motore e 11 automobili. Il vincitore di quest'ultima categoria risultò l'ingegner Ruggero Menestrina, che tagliò il traguardo in località Vaneze in 21'57", alla media di 35,352 km orari. Il successo della gara fu tale da indurre i dirigenti dell'Automobile Club Trento a organizzarla anche nell'anno seguente, tagliando però un bel pezzo del percorso e fissando il traguardo nel sobborgo di Sardagna. In quell'occasione, nel 1926, vinse Gilberto Mayr su Ansaldo 2000, mentre nelle classi inferiori si ripetè il successo di Ruggero Menestrina. Nella terza edizione del 1927 la partecipazione venne estesa anche a tutti i piloti nazionali e si disputarono addirittura due gare, una in giugno e l'altra in settembre. Nella prima la palma della vittoria toccò al podestà di Trento, l'on. Prospero Gianferrari alla media di 41,570 km orari. Egli fu sempre un grande sostenitore della corsa automobilistica e dello sviluppo del Monte Bondone. L'edizione di settembre, grazie anche all'apertura delle iscrizioni in campo nazionale, registrò un numero considerevole di partecipanti: ben 32 furono infatti le auto in gara (quasi il triplo di quelle presenti a giugno). La gara fu vinta dal marchese de Sterlich che, alla guida di una Maserati, coprì i 18 chilometri del percorso in 22'32" e un quinto, stabilendo così il nuovo record assoluto. La quarta edizione, del 1928, prima della grande pausa durata quasi dieci anni (la competizione fu sospesa dal 1929 al 1937) registrò un calo di iscrizioni: solo 20 furono infatti i partecipanti, dodici in meno rispetto all'anno precedente. Vinse il giovane mantovano Pastore su Maserati alla media di oltre 47 chilometri orari e con lo stesso tempo fissato da de Sterlich l'anno prima: 22'32". Per seguire la gara occorreva pagare il biglietto, come accade oggi. Da rilevare anche che la strada era molto stretta e non consentiva grandi sorpassi in corsa. Negli anni seguenti il vicepodestà Farina si preoccupò molto dell'aspetto viario del Monte Bondone. L'Automobile Club Trento ci riprovò nel 1938 e 1939con altre due edizioni, che fanno registrare le vittoriose prove della Fiat 1100 Sport di Monticello e Palmieri, per ricadere quindi nel silenzio imposto dagli eventi bellici.

La «Trento - Bondone» riesplode in bellezza nel 1950, vincitore Salvatore Amendola, in quello che resterà uno dei più romantici episodi sportivi del Trentino: la «Stella Alpina», manifestazione automobilistica di turismo veloce della quale la salita al Bondone era l'ultima impegnativa salita cronometrata. Dal 1951 al 1955 la «Trento - Bondone» si corre addirittura in due edizioni: la primaverile, corsa a sé stante, l'estiva, ultimo atto appunto della «Stella Alpina», che nel 1955 concluderà la sua vivace e breve esistenza, forzatamente cancellata dal "boom" dell'automobilismo turistico, che non poteva più permettere la chiusura dei favolosi itinerari dolomitici percorrersi dalle vetture in gara. Valorosi piloti di casa nostra, in alternativa ad altri di fama nazionale, hanno scritto i loro nomi nell'Albo d'oro della «Trento - Bondone» in quel periodo: Fausto Rodenghi (strepitosa media sul tracciato associato a 8,5 km 59,509 km/h ) e Salvatore Ammendola nell'edizione del 1951, Giulio Cabianca ed Otto Mathé, l'intrepido austriaco che guidava con il solo braccio lasciatogli dalla guerra, nel 1952, il torinese Piero Valenzano nel 1953, Mario Tomasi che nel 1954 s'impose con la Fiat 8V in entrambe le edizioni, Paolo Colombo e Armando Zambiero nel 1955

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Una Zagato iscritta all'edizione del 1950 e una Porsche in azione nel 1958
Una Zagato iscritta all'edizione del 1950 e una Porsche in azione nel 1958

Nel 1953 la «Trento - Bondone» si "trasferisce" a Calliano nel tratto di 12 chilometri Calliano - Folgaria, per indisponibilità tecnica della strada del Bondone. Rimase un numero unico nella storia automobilistica trentina e segnò l'inattesa quanto autoritaria vittoria della Lancia Aurelia B22 pilotata da Mariano Lubich, che precedette il fratello Eugenio e Mario Buccella, dopo che il favorito Camillo Fambri, reduce da una vittoriosa Coppa Pasubio, venne tolto di gara da un incidente.
Dopo la vittoria di Edoardo Lualdi nel 1956 e la sosta del 1957, ad iniziare dal 1958 la «Trento - Bondone» entra nell'Olimpo delle classiche corse internazionali, assumendo l'ambita etichetta di prova valida per il Campionato d'Europa della Montagna, da tutti, tecnici e piloti partecipanti, definita la più bella e impegnativa delle corse europee in salita. Ne fanno fede l'immediato rilevante numero di partecipazioni straniere in aggiunta a quelle di piloti nazionali e la qualificata presenza ufficiale delle case costruttrici: Porsche, Ferrari, Bogward, Abarth, March BMW, Lola BMW, tanto per citare le più famose. Rimarrà gara europea per vent'anni. Nel 1958 Wolfgang con Trips è stato l'ultimo pilota a vincere sul traguardo di Vaneze, perché in seguito in un crescendo di primati migliorati, sempre sul medesimo percorso di km 17,300 con arrivo al Vason, annotiamo la vittoriosa tripletta di Barth nel 1959, 1963 e 1964, le affermazioni di Govoni su Maserati nel 1960 e Greger su Porsche l'anno seguente, di Ludovico Scarfiotti su Ferrari nel 1962 e 1965, di Mitter su Porsche nel 1966 e 1967, di Federhofer su Abarth nel 1968 e del ferrarista elvetico Peter Schetty nel 1969, primo a scendere al di sotto degli 11 minuti di corsa con la sua Ferrari 212 E: 10'58"61. All'epoca Schetty, che successivamente divenne direttore tecnico della casa di Maranello, dominava su tutti i circuiti europei e in Bondone riuscì in un'impresa davvero eccezionale. Il 1969fu anche l'ultimo anno del grande impegno delle case automobilistiche nelle gare in salita.

Nel 1970 un roveretano salì sul podio più alto della «Trento - Bondone», Antonio Zadra, che in quegli anni raggiunse il culmine della propria carriera di corridore: vinse con il tempo di 11'43"47. L'anno successivo (1971) toccò a Carlo Faccetti su Chevron. Nel 1972 si aprì alle vetture da formula. Molto più leggere delle sport e delle corsa biposto, contribuirono a ridare nuovo interesse alle corse in salita, ma più per la novità che per ragioni tecniche, dal momento che sono più adatte ai circuiti che non alle strade di montagna. Infatti quell'anno la pioggia rovinò la festa al favorito della vigilia, Xavier Perrot, favorendo le macchine chiuse. Vinse Silvano Frisori al volante della sua Porsche personale. I grandi restano all'asciutto. Per migliorare il record di Schetty bisogna attendere l'arrivo del toscano Mauro Nesti nel 1973, che alla guida della sua March BMW lo fissò a 10'50"43 a poco meno di 96 chilometri orari di media. Nel 1974 ci provò il francese Jimmy Mieusset, anche lui su March BMW, ma pur aggiudicandosi la gara non riuscì ad abbassare il tempo record.
In quegli anni si fa notare anche la Guardia di Finanza, che garantisce il servizio radiocorsa con ben diciotto postazioni, alle quali si affiancheranno in epoca più recente i radioamatori. Mauro Nesti ci riprovò ancora nel 1975 e da questa data iniziò la sua egemonia, che durerà ininterrottamente fino al 1981: per sei edizioni consecutive il titolo di campione è suo, Nesti entra nella leggenda.

Mauro Nesti sulla Lola Cebora BMW (1976) e Pasquale Irlando nel 2000, l'anno del record
Mauro Nesti sulla Lola Cebora BMW (1976) e Pasquale Irlando nel 2000, l'anno del record

Nuovi problemi di sicurezza e ordine pubblico impongono alla «Trento - Bondone» una sosta forzata. Ci vorranno sette anni affinché l'interessamento, l'entusiasmo e la carica dei dirigenti dell'Automobile Club Trento e della Scuderia Trentina (in particolare dei due presidenti Mario Marangoni e Giorgio Sala) possano far ripartire la «Trento - Bondone». È il 1988 e la concomitanza con un'altra gara di campionato italiano non permette ai migliori piloti nazionali di partecipare alla salita. Sono comunque presenti piloti famosi, a caccia del titolo triveneto: per due anni consecutivi la vittoria va a Romano Cassola, friulano corridore per hobby e detentore di due nuovi record. La rinascita della manifestazione segna il primo passo verso il ritorno nel Campionato Italiano della Montagna, avvenuto dall'edizione del 1990, dove riappaiano i "maestri" del volante, tre i quali anche Mauro Nesti, detentore del titolo di Campione, nonché del nuovo record assoluto: 10'15"34, fatto registrare con la sua Osella Cebora PA/9 alla media di 101,037 km/h. Per due anni consecutivi la «Trento - Bondone» non ha luogo. Nel 1993 torna alla ribalta Mauro Nesti stabilendo quindi una continuità al vertice della classifica. La sua Osella Cebora BMW, però, non vola abbastanza per migliorare il record, fermando il cronometro a 10'24"41, alla media di 99.7 km/h. Dal 1994 al 1996 il dominatore è il pugliese Pasquale Irlando, che nel 1995 riesce anche ad abbassare il primato di Nesti: con la sua Osella PA 20/S il pilota corre sul fondo umido e insidioso segnando il tempo di 10'05"62. L'anno successivo il trentaduenne di Locorotondo riesce, primo assoluto, ad abbattere il fatidico muro dei dieci minuti, con il tempo eccezionale di 9'53"80: nuovo limite per la manifestazione trentina. La soglia dei dieci minuti è varcata nel 1998 anche dall'altoatesino Franz Tschager, alla sua seconda vittoria consecutiva alla «Trento - Bondone», ma senza record. Ad abbassarlo è invece lo stesso Irlando, che primeggia nell'edizione del 1999 e quella del 2000, quando stabilisce il nuovo record della gara: 9'46"23. Nel 2001 il successo arride al toscano Franco Cinelli, nel 2002 a Andrea De Biasi, nel 2003 ancora a Pasquale Irlando (per la sesta volta), nel 2004 nuovamente a Franco Cinelli e nel 2005 a Denny Zardo.

Dall'edizione 2006 la «Trento - Bondone» rientra nel calendario del Campionato Europeo e quell'edizione va a Simone Faggioli, il primo successo del pilota fiorentino sul tracciato trentino, che dovrà attendere quattro anni per ripetersi. Nelle due edizioni successive (2007 e 2008) a salire sul gradino più alto del podio è il francese Lionel Regal (capace nella circostanza di fissare il nuovo record) e quindi nel 2009, assente il transalpino, l'onore tocca a David Baldi, poi anche campione italiano assoluto. Nel 2010, come ricordato, il Bondone incorona nuovamente Faggioli, che nella circostanza abbattere il limite (9'32"65) di Regal. Il francese, purtroppo, non avrebbe più avuto alcuna possibilità di "rilanciare", dato che morì nel 2009 in un incidente qualche settimana dopo la competizione trentina. Nello stesso anno, a dicembre, la Scuderia Trentina ha l'onore di ospitare la premiazione ufficiale del Campionato Europeo, diventando per tre giorni la capitale continentale del motorismo. Nel 2011 Simone Faggioli trionfa sul Monte Bondone per la terza volta centrando il record (9'23"19) e abbattendo il muro dei 110 kmh di media. Sempre nel segno del campione toscano l'edizione 2012, disputata con temperature elevatissime: Simone riesce comunque ad avvicinarsi al proprio record, staccando di 24 secondi il compagno di scuderia Camarlinghi e di 33 uno straordinario Christian Merli, capace di rimanere sotto i 10 minuti al volante della piccola Radical.
Nel 2013 ecco un'edizione col botto: Simone Faggioli si aggiudica per la quinta volta la gara, stabilendo il nuovo primato con il tempo di 9'20"48, secondo, con il suo miglior crono di sempre (9’28”51), Christian Merli, seguito dal ceco Milan Svoboda (Lola 99). Nel 2014 la gara trentina conferma la leadership di Faggioli, che si impone con la nuova Norma M20 Fc, mentre Christian Merli (Osella PA 2000) si deve accontentare del secondo posto, stavolta a soli 3 secondi dal fiorentino, terzo il giovane Domenico Scola (Osella PA 2000). L'appuntamento del driver toscano con il record è rinviato di un anno, perché nel 2015, sotto un sole cocente, Faggioli polverizza il proprio primato per la quarta volta, "decapitandolo" di 11 secondi e mezzo (9'10"68). Grossi problemi tecnici non impediscono a Scola e Merli di salire comunque sul podio davanti ad un sorprendente Federico Liber (Gloria C8). Tempo un anno e nel 2016 il toscano fissa un 9'07"66, che lima altri tre secondi al limite precedente.

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